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Autore Topic: UA Ultimate Attenuator  (Letto 6470 volte)

Offline Roberto

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UA Ultimate Attenuator
« il: 12 Maggio, 2013, 14:49:09 »
L'ultimate attenuator fa quello che faceva Van Halen ma tutto ricondotto ad una singola scatolina: il master volume della testata non va più ad interagire sul volume in uscita dalla cassa, ma diventa un "controllo di tono".

Controllo di tono nel senso che va a modificare il suono che arriva all'attenuatore, ma non influenza direttamente il volume in uscita, che è determinato da un amplificatore a parte.

La sequenza di stadi all'interno dell'attenuatore è:
- ingresso da collegare all'uscita cassa amplificatore
- carico fittizio che dissipa la potenza dell'amplificatore
- partitore per riportare il segnale ad un'ampiezza di circa +4dBu
- amplificatore di potenza a stato solido per riamplificare il segnale
- uscita cassa

Guarda questa foto:




Vedi le resistenze dell'attenuatore in ingresso ed il trasformatore per il finale a stato solido. In questa versione siamo a 32-0-32V, in alcune versioni precedenti avevamo solo 15-0-15V, quindi un quarto della potenza disponibile ed avevano problemi di affidabilità e di suono.

Per capirci, se li apri sono questi:


Dai un occhio anche qui: You are not allowed to view links. Register or Login

Queste sono ancora altre versioni, ma sono cambiati parecchio nel tempo, proprio per i problemi di cui parlavo prima:






Il finale è semplicemente un pushpull a stato solido tipo questo.
Nulla di esoterico, anzi!



Spero sia chiaro, in ogni caso se avete domande do not hesitate to ask.  :wink:
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Offline Roberto

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Re:UA Ultimate Attenuator
« Risposta #1 il: 12 Maggio, 2013, 15:06:00 »
Dimenticavo, per chi volesse costruirselo, si può usare una coppia di transistor tipo BD245 e BD246 come si usava una volta nei finali hifi più "caldi".

La tensione è quella che si vede: 32-0-32V alternati danno circa +-42V duali.
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Offline Luca

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Re:UA Ultimate Attenuator
« Risposta #2 il: 13 Maggio, 2013, 01:31:22 »
Ma bastava dirlo che ha un finale dentro :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
Si si ora mi è tutto chiaro naturalmente!! E' realmente molto semplice e banale come circuito, se poi suona anche così bene come si dice in giro!

Non avrei mai pensato però sinceramente ad un'idea del genere..non mi sarebbe mai venuto in testa di attenuare il segnale per farlo amplificare da un altro ampli, o per lo meno, non con un solo device. Ho sentito parecchi sample di plexi attenuate e reampate con i vecchi HH ed erano da paura.
Quasi quasi me ne faccio uno!

Offline Luca

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Re:UA Ultimate Attenuator
« Risposta #3 il: 13 Maggio, 2013, 01:36:47 »
....si potrebbe farlo più furbo con due finali, in modo da farlo stereo, e un send return (stereo) prima dell'ingresso dello stadio di amplificazione, in modo da poterci inserire gli effetti :twisted: :twisted:

Offline Benny

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Re:UA Ultimate Attenuator
« Risposta #4 il: 13 Maggio, 2013, 07:59:48 »
bhè si, si potrebbe fare tutto....anche un secondo master controllabile via footswitch per i soli......

Offline Roberto

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Re:UA Ultimate Attenuator
« Risposta #5 il: 13 Maggio, 2013, 08:12:30 »
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....si potrebbe farlo più furbo con due finali, in modo da farlo stereo, e un send return (stereo) prima dell'ingresso dello stadio di amplificazione, in modo da poterci inserire gli effetti :twisted: :twisted:
Yes, ti ricordi che avevo aperto un thread a riguardo sul vecchio forum? Finale valvolare, loop effetti dopo il finale a tubi, riamplificazione a stato solido. L'ho poi fatto in versione mono per un amico e ne è contentissimo.
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Offline Luca

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Re:UA Ultimate Attenuator
« Risposta #6 il: 13 Maggio, 2013, 13:05:37 »
Mi ricordo si, figata Rob, complimenti:)!
Ti va di aprire un 3d in DIY con le foto che hai caricato qui, così possiamo parlane tranquillamente senza inquinare questo?

Offline Izod

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Re:UA Ultimate Attenuator
« Risposta #7 il: 13 Maggio, 2013, 13:33:16 »
ahahahah che spettacolo!! una vera divoleria!!
ma i feticisti del vintage, quelli della serie "le viti vintage del '68 che sono sul mio ampli connferiscono un suono più caldo" lo sapranno che alla fine della loro ricercata catena un indegno finalaccio a stato solido gli riamplifica il tutto?!?!  :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

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Offline Luca

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Re:UA Ultimate Attenuator
« Risposta #8 il: 13 Maggio, 2013, 19:03:18 »
Verissimo :twisted: :twisted:

Infatti sono proprio curioso di sentire come suonano i transistor che mi ha segnalato Roby!
Ne approfitto per andare avanti col discorso.
Dalle foto mi sembrano due banali resistenze da 16ohm (ipotizzo 50 o 100W l'una) in serie messe subito dopo l'ingresso dell'attenuatore (cavo che viene dall'ampli.). Da li questo partitore (in base a cosa lo calcolo?) e di seguito lo stadio di amplificazione...giusto?
Non mi è ben chiara la parte del partitore però..non avendo avuto mai a che fare con un attenuatore prima d'ora, non capisco a cosa mi serva.

Offline Tone Anderson

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Re:UA Ultimate Attenuator
« Risposta #9 il: 13 Maggio, 2013, 21:32:37 »
Posso rispondere per la parte delle resistenze, e dare delle mie opinioni su questo attenuatore.
In effetti il carico fittizio dell'UA è noto per essere a 32 ohm fisso (2 16 in serie quindi), dunque indipendente dall'impedenza di ingresso. Cosa che a molti non piace: io sono piuttosto laissez faire in queste cose, secondo me in generale ci si fa troppe pippe di delicatezza della strumentazione, cosa spesso instaurata dai passaparola della rete, tutti riportano ma quasi nessuno sperimenta in prima persona (l'ultima la leggevo oggi su altri posti: gente che si fa le pare di togliere tutte le corde assieme per paura di imbarcare il manico..) pero' usare una testata a 4 ohm su un uscita da 32 è un mismatch che sulla carta spaventerebbe pure me..con un 16 di uscita ancora ancora non mi farei problemi, ma di più non saprei.

Questo valore è comunque una precisa scelta di Yu Kong Ho (colui che ha progettato l'ultimate, il cui nome è un re-brand di distribuzione americana). A quanto si sa, egli sostiene infatti che una testata ad alti volumi ha dei picchi di impedenza più alti del nominale, e mentre una cassa reagisce dinamicamente in simbiosi con la testata a tale variazione di impedenza, un carico di fittizio per ovvie ragioni non lo fa, dunque credo che l'idea di base sia "meglio stare larghi". Il che ovviamente ha dei pro e dei contro.

Per i pro, i pochi pazzi che abbiano provato carichi in uscita più alti (es testa a 8 e cassa a 16) avranno certamente sperimentato una certa "brownizzazione" del suono, con arrotondamento degli estremi di banda, meno botta, e medie più "colorite". Ad alcuni piace.
Si dice che anche il carico usato da Van Halen fosse più alto, per gli stessi motivi.
Il contro l' ho spiegato sopra.

Non ho mai provato l'ultimate attenuator, è l'unico che mi manca, e l'unico che utilizza tale tecnologia di reamping, a differenza di tutti gli altri che usano sistemi passivi (comunque diversi tra loro).
Secondo me l'idea sulla carta è buona e sono convinto che suoni musicale, anche se a mio parere un sistema passivo ha il pregio di lasciare maggiormente inalterata la dinamica.

Buona gas dalla Fabbrica del Tono! :P
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Offline Roberto

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Re:UA Ultimate Attenuator
« Risposta #10 il: 13 Maggio, 2013, 21:57:16 »
Andrea ha detto praticamente tutto!

Resta da integrare il discorso dell'impedenza, che nei coni varia al variare della frequenza:


Per quanto concerne il partitore, basta mettere un partitore (resistenza in serie al potenziometro) in parallelo al carico fittizio, ed hai l'ampiezza di segnale giusta per inviarla ad un finale transistor.
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Offline Izod

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Re:UA Ultimate Attenuator
« Risposta #11 il: 14 Maggio, 2013, 00:25:29 »
Nell'altra parte del post Roberto aveva messo una foto con uno schema che faceva vedere il percorso del segnale subito dopo la testata! ora non so perchè non si vede più...
Comunque quello che volevo capire è se il carico fittizio dotato di line out esiste in commercio oppure bisogna costruirselo? Per farla breve se io che non so niente di elettronica vorrei farmi l'attenuatore senza costruirmelo potrei comprare un carico fittizio dotato di line out e un finale e collegarli ottenendo lo stesso risultato? Spero si sia capito quello che voglio dire...  :oops:
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Offline Luca

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Re:UA Ultimate Attenuator
« Risposta #12 il: 14 Maggio, 2013, 00:33:49 »
Grazie a Tone e Roby per le spiegazioni :mrgreen:
Ora mi è tutto più chiaro, potrei pensare di costruirmene uno, anche se non ne ho reale necessità al momento.

Quello che mi chiedo, insieme ad Idoz..mio caro Andrea, tu che hai una plexi fine anni '60..non ti starebbe un pò sulle palle far passare la testa per un finale a transistor? Che senso ha tutto quel popò di seghe che ci si fa tra la prima metà e la fine del '68 dove i trasformatori venivano montati diversamente di 90° (ca***ta X che sto inventando ora), quando alla fine passo per due transistor?

Non voglio fare polemica eh, sia chiaro :P
Mi interessa solo capire..perchè mi viene da pensare che, visto il costo dell'attenuatore, o la gente è è tanto scema, o il finale per quanto semplice, è un finale della madonna.
In ogni caso, ho sempre più voglia di farmene uno :mrgreen: :mrgreen:


Offline Tone Anderson

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Re:UA Ultimate Attenuator
« Risposta #13 il: 14 Maggio, 2013, 01:49:09 »
Guarda, ti potrei rispondere più sensatamente se l'avessi provato, ma non l'ho preso perchè ho pensato la stessa identica cosa e il costo è alto.

Il che non implica che non possa suonare egregiamente comunque, la storia della musica è piena di esempi simili..un fuzz sono due o tre transistor in croce alla fine, eppure farli che suonano bene, ne avro' sentiti due o tre ogni 50..forse perchè chiunque è capace a mettere due transistor in fila, ma finetunarli per farli suonare bene è un'altro paio di maniche. Non essendo un tecnico, non posso risponderti con concetti oggettivi e inconfutabili. Qualche mese fa Roberto ha postato le foto interne di un trainwreck il cui chassis per il 95% è pieno di aria.
Ho sentito invece un sacco di roba complicatissima che poi alla fine si traduce in un suono, ahem..

Seguendo questo tipo di ragionamento si puo' andare molto più a monte, che senso ha cercare il cavo più trasparente con più sfumature possibile e poi uscire da coni per chitarra che sono la cosa più lo-fi immaginabili, dopo le radioline portatili?

Se vuoi sapere il mio caso specifico, in generale mi sta sulle palle usare qualsiasi forma di attenuazione e quando posso, mi sbatto in cantina e non la uso.
Pero' comunque non è la stessa cosa che suonare in un auditorium di teatro..quindi alla fine è tutta una questione di compromessi su qualsiasi cosa si stia usando, anche la più figa del mondo, prima secondo me uno lo realizza e prima inizia a usare le risorse per tararli al meglio a seconda delle situazioni diverse, invece di cercare una "soluzione finale" che a conti fatti non esiste mai!
This is my philosophy  :wink:

Per izod: certo, per fare un esempio anche l hotplate ha un carico fittizio con line out, se da quel line out vai in un finale, hai fatto la stessa identica cosa di un ultimate attenuator.
Pero' quando ho provato io questo setup, faceva pettare! Forse dipende dal finale...o da come è fatto il carico fittizio..alla fine tutte le chitarre hanno 6 corde pero' suonano tutte diverse! (se contiamo quelle con più di 6 le variabili aumentano ancora)
Pero' c è anche chi dice di no, che se attacchi i pickup su una scopa suona comunque più o meno uguale..c è anche chi dice che il buco è sempre buco, quindi si presuppone che per codesti Rosi Bindi vada bene come Gwynet Paltrow :mrgreen:
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Offline darrell

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Re:UA Ultimate Attenuator
« Risposta #14 il: 14 Maggio, 2013, 11:15:07 »
e se uno per risparmiare (guarda caso)
si prende una DI beringher (30 euro) con simulazione 4x12
si costruisce un carico fittizio (30 euro) da attaccare alla DI
e finisce con l'altra uscita della DI su un finale per chitarra (tipo l'ada microtube...150-200 euro)
ottiene lo stesso risultato?

e se uscendo dalla DI uno entrasse in un multieffetto stereo prima del finale anch'esso stereo?
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