Forum News

You are not allowed to view links. Register or Login You are not allowed to view links. Register or Login

Autore Topic: Gibson Les Paul Standard - i modelli storici!  (Letto 9104 volte)

Offline Tone Anderson

  • Global Moderator
  • ******
  • Post: 307
  • Karma: 5
  • Utente alimentato a pile zincocarbone
Gibson Les Paul Standard - i modelli storici!
« il: 21 Gennaio, 2014, 10:09:58 »
Buongiorno a tutti, si parla solo di Les Paul Standard.


Chi vuole approfondire il mondo Gibson "in toto", ha migliaia di pagine di libri molto più specifici da leggersi.
Qui invece vogliamo fare un vademecum che permetta al "non esperto" di orientarsi nel marasma.
Quindi le domande a cui proviamo a rispondere sono soltanto due:

1-come si è evoluta la Les Paul Standard nel corso degli anni?
2-Perchè i modelli di fine anni 50 sono considerati "mitici", tanto da farci le reissue?


Ordunque, partiamo..!
1-come si è evoluta la Les Paul Standard nel corso degli anni?






1952

Non affrontiamo i prototipi, partiremo dal primo modello commercializzato.
Il primo modello di Gibson Les Paul è questo, nel 1952:





Verniciatura color oro (goldtop), in alcuni casi non solo sul top, ma anche sul retro del body e sul retro del manico (definita in tal caso "all gold"). (vedi foto)



Pickup P90, ponte trapezoidale (da notare che poggia solo tramite la pressione esercitata dal ponte stesso, quindi niente buchi nel top).

La struttura ed i legni di base sono gia' quelli "definitivi" che andranno avanti negli anni, ossia:
-Body in mogano massello (niente fori di alleggerimento) ed in un pezzo unico.
-Manico in mogano, anch'esso pezzo unico.
-Tastiera in palissandro (brasiliano, per tutti gli anni 50).
-Top in acero in due (la maggior parte), tre (qualcuno), quattro (più raramente) pezzi. Alcuni rarissimi esemplari sono documentati in pezzo unico. Raramente l'acero risulta fiammato, più spesso è plain, ossia non figurato. Questo non è rilevante ai fini estetici, in quanto il top era coperto dalla vernice gold. Per lo stesso motivo, questi top non sono quasi mai "center seams", ma “off-seams”, ossia la giunzione dell'acero non è quasi mai in mezzo. Vantaggio notevole in fase di scelta dei pezzi di acero.

Fig: Les paul 1952 (convertita ad humbucker e ABR-1) sverniciata. Notare le giunzioni del top in acero , in questo caso in 3 pezzi:



Da notare che fino al 1958 questo modello si chiama solo "Les Paul": solo nel '58 inizia a chiamarsi ufficialmente "Les Paul Standard".

Bachi: il più noto bug del 1952 (che permane fino a inizio 53) è il ponte, le corde non vi ci appoggiano sopra (non ha sellette) ma escono direttamente dai fori e vi passano sotto, e quindi, il palm muting non è possibile. Teoricamente sarebbe possibile farle passare sopra, al costo pero’ di un action totalmente impraticabile.

Il secondo è l'angolo tra manico e body. Immaginiamo di vedere la chitarra appoggiata sul tavolo e guardiamola dal lato. Il manico non è perfettamente parallelo al body, bensì inclinato in basso per consentire una corretta tensione delle corde. Lo stesso principio per cui anche la paletta di ogni Gibson punta verso il basso in maniera molto decisa.
Nel 1952 l'angolo tra manico e body è stato, si presume per errore di progettazione, tenuto molto basso. Circa 1.5°. A causa di cio', è possibile montare un ponte tradizionale, ma solo al prezzo di un action alta. Pensate a quest'angolo come quando si mette la zeppetta (il plettro,la carta di credito, qualsiasi cosa) tra tacco del manico e body della strato per correggere l'angolo. Pensate a quanto questa minuscola variazione di inclinazione cambi l'action, e pensate che nella sua incarnazione finale con humbucker, prima di essere dismessa (il triennio 1957-1960) l'angolo diventa della Les Paul diventa di circa 4°.

Il ponte trapezoidale del 1952, unito al basso angolo di inclinazione del manico, dà luogo a una miscela un po’ micidiale per il chitarrista “a tutto tondo”, nel senso che, plettrando troppo forte, il ponte tende a spostarsi lateralmente. Tutto cio’ porta a intuire una cosa: quella chitarra era decisamente nata per fare jazz o blues in maniera melodiosa e dolce. D’altronde, era quello che si suonava per lo più, almeno fino a inizio anni 50.

Valutazioni: una Les Paul del 1952 in piena salute vale intorno ai 12-14 mila dollari.






1953-54-55

Qui gia' viene notevolmente modernizzato il progetto.
Stessa costruzione di cui sopra, identiche specifiche, ma il ponte diventa il wraptail (vedi foto) e l'angolo viene aumentato, ora è intorno ai 2.5/3°. 


 
Questo ponte ha qualche difettuccio nell'intonazione (non avendo sellette, non si puo’ fare fine tuning su ogni corda: cosi è, e così resta, al massimo si regola l’altezza del ponte stesso), ma fa diventare la chitarra decisamente molto più suonabile e reattiva, ed inoltre si puo' fare palm muting con la mano destra.
Bingo quindi per la gibson. Il resto delle specifiche, come detto, è uguale a prima, ma le quotazioni tra una 52 e una 54 aumentano di una volta e mezza/due volte proprio perchè è in tutto e per tutto una chitarra più suonabile. Siamo intorno ai 20mila dollari.
Il 54 è inoltre il primo anno in cui esce un altro modello di Les Paul, chiamato “Custom”.






1956

Come il trienno precedente, ma finalmente entra in vigore il ponte tune-o-matic.
Sembra il nome di una macchina per fare la pasta in voga negli anni 80 e con la forza di 20 braccia, in realtà è quel ponte con una parte fissa dove sono ancorate le corde (stoptail) ed una diciamo "mobile" dove poggiano le corde (ABR-1), che fa da perno, con sellette su cui è possibile regolare l'intonazione.
Ad oggi resta uno dei ponti migliori mai concepiti per chitarra elettrica e lo conosciamo un po’ tutti (vedi foto)



I pickup restano sempre i P90, l' angolo del manico viene aumentato ulteriormente per controbilanciare meglio il tune-o-matic che chiede la giusta pressione sulle sellette (altrimenti le corde scivolerebbero ai lati dopo un bending particolarmente "sentito".. e non sarebbe il caso!).
Qui il prezzo gia' triplica comodamente rispetto ad una 52..eppure, angolo e ponte a parte, resta la stessa, identica chitarra.






1957

The biggest change ever: addio P90, benvenuti humbucker. Per la prima volta, le Les Paul montano i celeberrimi P.A.F.
Questo pickup, progettato e depositato all’ ufficio brevetti dal Signor Seth Lover un paio di anni prima, attendeva ancora l'ufficializzazione del brevetto nel 57, perciò lo sticker sul retro reca la scritta "PAF.", ossia "Patent Applied For" (per i più maccheronici: richiesta di brevetto effettuata). A dir la verità fino a fine 57 non avevano nemmeno lo sticker.

Gia' solo su questi pickup si potrebbero scrivere degli autentici papiri egizi, ma non lo faremo qui.
Ci limitiamo a scrivere poche righe: il timbro di una LP standard con PAF rispetto che con i P90 (ad inizio 57 si possono trovare ancora entrambe le configurazioni) è più definito e schioccante, più raffinato e versatile e allo stesso tempo più pungente pur mantenendo enorme sensibilità al tocco. Dal canto loro, i P90 avevano dalla loro una grinta notevole su tutto lo spettro, con un suono più ruspante e grosso, piu’ ampio e meno a fuoco, meno limpido dei PAF. Due caratteri molto diversi, per suoni diversi, ed egualmente belli.

I nuovi pickup humbucker vennero progettati al mero scopo di ottenere un pickup che non ronza (dall’inglese “buck the hum”, “leva il ronzio”). A distanza di 56 anni, che effettivamente ronzino o meno in realtà non frega più troppo a nessuno, ma restano ancora il punto di riferimento assoluto per qualunque humbucker grazie alla loro musicalità ineguagliata sia puliti che distorti, come un black bottom fender lo è tuttora per la controparte single coil.

Ed in effetti, una 57 originale, con le stesse identiche specifiche di base di una 1952, pero’ con i PAF, ed il ponte tune-o-matic con angolo corretto, costa dalle 5 alle 6 volte rispetto alla cugina di un lustro piu’ vecchia. Gravitiamo quindi intorno ai 70-80 mila (ottantamila) dollari!
Fig: 1957 Les Paul con pickup PAF:







1958

La Les Paul viene ora per la prima volta chiamata "standard".
Gaudio e tripudio, e gia' che ci siamo, invece di pitturarla color oro, per dare maggior risalto alla bellezza dei legni, dopo pochi mesi, si decide per una vernice sunburst sfumata, meno coprente e che lasci vedere le sfumature dei legni. A quel punto pero' non si poteva certo lasciare un top con 2 o 3 pezzi di acero giuntati alla rinfusa. Gibson: “ci sbatteremo un po' di piu' a trovarli simili, matchati tra loro, e grandi abbastanza, pero' bisogna assolutamente giuntarli nel mezzo per un idea di simmetria ed eleganza, e che cavolo!” Nasce cosi il center seam e la famigerata les Paul "Burst", diminutivo di sunburst.

Complice di tali scelte, si dice, fu una maggior ricerca della qualità sia estetica che funzionale, a causa della spietata concorrenza di Leo Fender, il quale aveva rapidamente guadagnato terreno nelle preferenze dei chitarristi elettrici e stava mettendo in ombra Gibson, almeno nel mercato solid body (ricordiamo che Gibson è azienda ben più antica di Fender, e gia' prolifica ad inizio secolo nel mercato degli strumenti acustici). Beh, cosa non ci ha regalato il libero mercato!
Fig: Les Paul Standard 1958



La particolarità dei sunburst delle LP standard di fine anni 50 è che all’esposizione dei raggi UV (leggasi “Sole”) il rosso tendeva a discolorirsi, lasciando sempre di più il color ambra sottostante.
Per questo, dopo tutti questi anni, oltre al fatto che chiaramente gia’ in origine ognuna avesse un colore leggermente diverso, le varianti cromatiche sono diventate praticamente infinite. L’argomento richiederebbe decine di pagine…
Il custom shop cerca di ricreare questo effetto di aging naturale in maniera artificiale, offrendo chitarre nuove con distinte gradazioni di colore, più o meno rosse, e più o meno scure.






1959

The year!
Stesse specifiche di base del 58, ma il manico viene leggermente assottigliato per una maggior comodità nel suonare, e i tasti passano dai piccoli ai jumbo. Ora la chitarra si suona come il burro.
Sopratutto, in quest'anno, viene reperita una quantità maggiore di acero fiammato per i top rispetto all'anno prima, e quindi la Les Paul "Burst" con le fiamme diventa nell'iconografia e nell’immaginario collettivo proprio quella del 1959.
In realtà va detto che la maggior parte dei top del 1959 erano comunque plain top (ossia senza fiamme o al massimo un po’ figurati). In percentuale pare che i top almeno un po' fiammati siano assai meno della metà. Quelli molto fiammati in stile "tigre", poi, rappresentano meno del 10% sul totale. Nel 1958, un anno prima, i top molto fiammati pero’ si contavano addirittura sulle dita di due mani (forse).  Inoltre nella prima parte dell’anno il colore è ancora gold..

Il suono è cremoso, ma brillante. Grosso, ma aperto. Caldo, ma anche pungente. Questa chitarra sussurra, ulula, fa le fusa, o mostra i denti,  non ve ne sono molte altre in grado di fare le stesse cose in maniera cosi musicale. Insomma, se molti guitar hero hanno scelto di usare il 58 e il 59 dieci e piu' anni dopo, invece che altre annate, un motivo oltre al puro feticismo estetico, effettivamente c'era.

Si calcola che nel triennio 1958-1960 sono state prodotte in tutto circa 1700 Les Paul Standard Sunburst solamente. Oggi ne sono note al pubblico circa la metà.
Basta una rapida ricerca in rete per reperire il valore di queste chitarre. Posto che molte di esse, essendo assai poche in totale, sono passate tra le mani di qualche rockstar nel corso di questi 50 anni, e quindi hanno ulteriormente acquistato valore gia’ solo per quello, senza dubbio la variabile più influente, oltre alle condizioni generali di “salute” e originalità dell’esemplare, resta quanto bello e fiammato è il top. Diciamo che per i plain top (ossia non fiammati) “entry-level” non particolarmente accattivanti, ce la possiamo cavare con 150 mila dollari, mentre per i top più fiammati le cifre possono tranquillamente quasi raddoppiare e in alcuni casi limite (chitarre famose) sfiorare il mezzo milione. Si, è come acquistare una casa.

Al giorno d’ oggi il mercato di queste rarità è quindi limitato esclusivamente tra pochissimi soggetti:
1-chi ha il conto in banca particolarmente ben pasciuto e ha l’hobby della chitarra, sia per suonarle o semplicemente per collezionarle.
2 -rockstar di livello planetario (il che necessariamente coincide con la prima parte del punto 1)
3 –i pochi lungimiranti che hanno avuto l’occhio di portarsele a casa negli anni 80, quando ancora la febbre del vintage non era un fenomeno di massa ma ristretto a pochi intenditori: con poco più di 5/6 mila dollari, il prezzo di una reissue attuale, ci si poteva portare a casa una di queste bellezze. A dir la verità, il prezzo ha iniziato a crescere lentamente e costantemente gia’ da fine anni 60, ma è rimasto a livelli umani fino a fine anni 80, solo a metà anni 90 è letteralmente esploso, fino a raggiungere i picchi attuali (oggi resta stabile da dopo la crisi post 2008). Non male come investimento, vero?










1960

Stesse specifiche del 59, ma il manico si assottiglia ulteriormente (ancora??). Viene infatti poi usato come riferimento per i manici slim, detti anche "taper" per la loro forma accentuatamente conica, ossia molto sottile ai primi tasti, e piu' ciccio solo agli ultimi tasti.
Il colore della verniciatura cambia, non è più sunburst sfumato ma un rosso diverso, che ricorda abbastanza il color pomodoro (Tomato Soup). Dalla stragrande maggioranza ritenuto meno suadente delle verniciature del biennio precedente, fa comunque la sua notevole figura per via della bellezza degli aceri usati per i top e comunque per l’elevata qualità della vernice alla nitrocellulosa utilizzata.

Va precisato che, come sempre accade, i cambi non avvengono da un giorno all’altro (ossia allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre 59, arriva il manico slim..no!), ma gradatamente settimana dopo settimana. Quindi una LP di tardo 1960 (autunno ad esempio) sarà diversa da una di inizio 1960 (Febbraio?) dove potremmo tranquillamente anche trovare la “classica” verniciatura del 1959.
Fig: Les Paul 1960






A fine 1960, nell'inizio del 1961, la Les Paul Standard ha il cambio più radicale di sempre: diventa COSI' (vedi foto)



"ma ci prendi per le chiappette??" No signori...è proprio cosi, la oggi tanto famosa SG, alla sua comparsa venne chiamata “Les Paul Standard”, solo in seguito il nome venne cambiato, ma solo perchè il signor Les Paul non voleva piu' associare il suo nome a quella chitarra che non era stata progettata da lui, e che così poco aveva a che fare con le sue creature precedenti.
Paradossalmente, il progetto di Les Paul venne dismesso da Gibson a favore della nuova "diavoletta", solo perché, nonostante, gli sforzi profusi, esso non ebbe il successo commerciale sperato. Resta comunque da dire che Les Paul non dichiaro’ mai a riguardo della burst che essa fu il suo capolavoro ineguagliato, il suo “David” la sua “Gioconda” ecc ecc., bensì egli stesso preferiva suonare con altri modelli.

Ma allora perchè quest'aura di mito, se in pochi se la calcolavano ai tempi? Diverse teorie a riguardo, personalmente ne sposo una, molto semplice: nessuno aveva ancora inventato i Marshall e il rock. Per una particolare congiunzione astrale, una Les Paul si accoppia a quest'ampli come il cacio sui maccheroni. Non che faccia schifo sui fender beninteso (averne....), ma se Leo Fender, com è noto, produceva sia chitarre che ampli, forse verrebbe da pensare che tali ampli fossero maggiormente ottimizzati per le sue chitarre, e non per quelle degli altri. Potrebbe aver senso secondo voi?
De facto, sui fender tweed degli anni 50 qualsiasi LP rende certamente da paura. Cosi a sensazione pero’, l’accoppiamento funziona meglio con quelle con P90 che con gli humbucker..inoltre, resta ancora da trovare in generale una chitarra che non venga fatta suonare da paura da un tweed degli anni 50..
In ogni caso..io non lo so per certo, non c’ero: non per coincidenza, comunque, le burst vivono quella che si puo' definire una vera e propria seconda nascita proprio a metà/fine anni 60, con la nascita in UK del classic rock e dei guitar hero (si, il R&R c era già a fine anni 50, ma ora è diciamo meno "roll" e molto più "rock"), concomitante con l’esposizione sempre più crescente di Jim Marshall sul mercato dell’amplificazione.
Eric Clapton, Jeff Beck, Jimmi Page, Billy Gibbons, ed una lunga schiera di seguaci negli anni 70 iniziano ad adottare questa combinazione: una LP burst e un marshall, e il loro suono entra nella leggenda. Va analizzato il periodo storico: uscivano i Marshall, la SG non fu mai un vero successo (forse per via della forma, non è dato sapere), mentre le amate fender con i single coil iniziavano a risultare troppo "morbide e di accompagnamento" e non abbastanza mordaci per i chitarristi più votati al solismo..tranne ovviamente per un certo signore di colore che iniziò a sperimentare soluzioni estremamente poco ortodosse, e diciamo “ se le fece andare bene comunque”  :P






Gli anni 60

Quindi, questo è quanto per quel che riguarda l’era storica degli anni 50: subito dopo, la Les Paul Standard, intesa come la chitarra con "quella" forma arrotondata un po' da chitarra classica, in mogano con top in acero", scompare per quasi tutto il decennio degli anni 60, sostituita in toto dalla SG, persino nel nome!
Solo nel 1968, visto il nuovo corso dei guitar hero britannici, i chitarristi ne chiedono a gran voce il ritorno e viene dunque messa in commercio la prima “reissue” della storia del chitarrismo elettrico.
Le specifiche della LP standard del 1968 sono pero', forse un po’ a sorpresa, quelle del 1956: Pickup P90, ponte tune-o-matic, e verniciatura gold top! E quindi non quelle della tanto acclamata “Burst” nata un biennio dopo.

Manico e body sono comunque in pezzo unico di mogano massello, e il top è in acero in due pezzi. Il palissandro della tastiera non è più brasiliano (finito...) ma è comunque di ottima fattura, e quindi la chitarra nel complesso non è costruttivamente troppo diversa da prima, sia come struttura che come materiali. In effetti, la quotazione di un esemplare del 68 in salute non è cosi lontana come prezzi  da una LP del 1952, dalla sua certamente più pregiata come legni e fattura generale, ma anche con i difettucci di design gia’ detti (ponte, angolo,ecc..), che ora sono assenti.

L’unica variazione strutturale “seria” rispetto agli anni 50: la paletta ora punta giu’ di 14° e non piu di 17°. Forse qualcuno si era accorto che in caso di cadute, questa parte era la prima a rompersi (ed anche un po’ troppo facilmente), quindi sarebbe stato intelligente alleviare un po’ la tensione in quel punto critico. Lo stesso ragionamento che dopo breve, a fine 1969, fece introdurre la “voluta”, un rinforzo esattamente in quel punto. Ad oggi qualcuno ancora definisce questa carenza come un errore originale di progettazione di Les Paul.
Vero è che gran parte dello sforzo si concentra in quel punto, come è vero che comunque le chitarre con palette piu’ inclinate suonano diversamente da quelle con meno inclinazione…

Questa idea di riprendere a fare la Les Paul come un tempo, comunque, dura assai poco, e si puo’ dire che muoia quasi nel grembo materno: nel 1969 Gibson viene infatti acquisita da Norlin e inizia subito il balletto del cost saving e dell'efficienza produttiva. Fender..CBS..dice qualcosa?
La prima cosa che salta è il manico in pezzo unico: impensabile effettuare una selezione sufficientemente rigorosa ed insieme compatibile con le nuove quantità da produrre (assai maggiori). Ma purtroppo un pezzo unico di legno, se non è perfetto, corre rischio di imbarcamenti e warp per via dell'umidità. Soluzione? Facile, incolliamo 3 pezzi più piccoli assieme longitudinalmente, la stabilità è migliorata, noi risparmiamo (ci mettiamo un pelo in piu di tempo, perchè dobbiamo fare 2 incollaggi in piu', ma guadagniamo grande efficienza nella gestione delle materie prime e possiamo produrre maggiori volumi, potendo attingere ad un magazzino piu’ ampio e scartando nel contempo meno pezzi).

A fine anno salta anche il body in pezzo unico per lo stesso motivo.
Qui, allo scopo di dare rigidità viene introdotta anche una fettina di acero nel mezzo, a mo' di sandwich visto dal lato (il body cosi viene in effetti definito “pancake”). Quindi 3 pezzi, 2 di mogano e uno di acero in mezzo, piu' il top in acero sopra. A proposito di acero per il top, visto che tanto il gold è coprente, chi ce lo fa fare di farlo in 2 pezzi? Mettiamone quanti ce ne pare più piccoletti, visto che è dura trovare pezzi di acero abbastanza grossi e stabili in quantità sufficiente. E cosi si torna ai 3,4, anche 5 pezzi in acero per il top.






Gli anni 70

Sempre nel 69, inoltre, il tenone passa da lungo a transizionale (foto) e infine nel 75, definitivamente short (foto). Un tenone corto,a parità di tutto il resto, enfatizza di piu’ l’attacco della nota, a discapito del sustain e quindi della modulazione susseguente. A Roma direbbero “A’ chitara è ‘ppiù ‘gnorante”.
Fig: diversi tipi di tenone (corto, transazionale, lungo).



Avanti cosi fino al 1974, specifiche invariate, salvo reintrodurre nel mentre (ma solo per pochi custom order, quindi non in catalogo) la tanto sospirata versione con humbucker e verniciatura sunburst. Quest'ultima pero', con le cugine di fine 50 ha in comune ben poco a parte il nome e il colore di massima, dato che le specifiche costruttive sono appunto quelle norlin (body pancake, manico in 3 pezzi, ecc ecc)., molto diverse quindi dall'era "mitica".

Sonoricamente, quel che cambia con una LP dell'era norlin rispetto a una con le specifiche originali degli anni 50 è più o meno quanto avviene con le fender della stessa era: chitarre più a fuoco e più brillanti, reattive, cattive e compatte in distorsione, ma meno complesse, meno musicali in clean, e meno rispondenti alle sfumature del tocco.
Insomma, schematizzando (di parecchio)….il corpo pancake assomiglia un po’ al passaggio di fender dal manico a 4 viti al manico a 3 viti con bullet truss rod, casualmente avvenuto proprio negli stessi anni.
Nel 1975 un altro cambio drastico, e qui la sonorità viene proprio stravolta: il manico in acero. Ora la LP si incarna nella sua versione piu' dura, dritta, brillante e definita di sempre. Poche sottigliezze, e pura potenza d’urto.
Il cambio è concomitante con l'arrivo del tenone short (fonte: Gigi Cilloz)






Gli anni 80

Il ritorno “quasi totale” alle specifiche originali si ha solamente nel 1980, ritorno al body in pezzo unico, colore sunburst, e top in acero due pezzi center-seamed e con humbucker. Humbucker pero’ molto diversi dagli anni 50, tenone corto e non lungo, e verniciatura ben poco paragonabile ai pezzi storici come bellezza e naturalezza.  Ma d’altronde ben diverse erano anche le quantità prodotte in un anno..

Negli anni 80 inoltre arrivano infine le prime reissue dei modelli storici (esattamente come fece fender..), e la prima riedizione ad essere reintrodotta è chiaramente la 1959, che nel 1982 fa finalmente bella mostra di sè sul catalogo Gibson.
Resta pero’, anche in questi modelli, il tenone corto, oltre ad una serie di imprecisioni storiche varie.
Durante il decennio degli 80, si inizia inoltre a praticare i famosi 9 fori di alleggerimento per il body in mogano delle standard. Questo in quanto i pezzi di mogano sufficientemente leggeri ed insieme sufficientemente grandi per fare un body intero, diventavano sempre più difficile da reperire. Ma mentre nel decennio precedente la chitarra pesante veniva considerata assolutamente normale (se non addirittura più desiderabile), ora le mode sono cambiate, Fender ha abbandonato il frassino pesante, le superstrat ultra leggere invadono il mercato e gibson si deve adeguare alleggerendo quella specie di "ancora" che era diventata nel frattempo la LP.
Fig: i weight relief holes (letteralmente “buchi di alleggerimento peso”) introdotti nelle  LP standard all’inizio degli anni 80,  ininterrottamente usati fino al 2006, e riadottati dal 2006 in poi dalla LP traditional.







Gli anni 90

Avanti cosi per tutti gli anni 80 e 90 senza grossi cambi di rilievo, mentre nel 1993 il vero avvenimento degno di nota è la nascita del custom shop. Ora vengono prodotte reissue degli anni 50 decisamente più accurate, con un team dedicato esclusivamente a quello, che includono non solo la 59, ma anche la 58 e la 57. A 20 anni di distanza, vengono comunque costantemente fatti aggiustamenti più o meno piccoli per avvicinarsi il più possibile al "real deal" del 1959, e la ricerca non ha mai fine.
Personalmente ritengo questi ultimi ottimi strumenti, e gli unici limiti per i quali gli originali probabilmente restano su un altro livello (oltre all’aura storica e all’aspetto collezionistico, ovviamente) sono i materiali non più reperibili, ad es. legnami di alberi estremamente vecchi e stabili, magneti non più ricreabili, le normative su materiali e procedure (es. verniciature tossiche, metalli a base di piombo) che purtroppo, pur aiutando l'ambiente e la salute/sicurezza dei lavoratori, hanno come inevitabile risultato secondario una qualità intrinsecamente più povera delle materie prime in piena filosofia usa-getta, vendi-fattura-ricompra-il-nuovo-modello (questo non solo in campo chitarre ovviamente).  D’altronde non siamo più negli anni 50, la produzione annua di Les Paul standard nel 2013 è nell’ordine delle decine se non centinaia di migliaia di chitarre l’anno. In pratica la richiesta è più che centuplicata in pochi decenni e produzioni in vecchio stile non sono piu’ sostenibili da nessuna azienda, nemmeno da piccoli liutai che loro malgrado devono usare materie prime a loro volta prodotte alla fonte da altre aziende grossiste con la stessa filosofia. In pratica, bisognerebbe ricominciare dalle fonderie.

Nel frattempo la Les Paul Standard (e non la reissue delle standard anni 50) va avanti fino al 2001 con le stesse identiche specifiche degli anni 80 (ovviamente cambiando qualche pezzo qui e la, tipo modelli di humbucker, ecc, ma sostanzialmente con le stesse identiche specifiche strutturali).






Anni 2000 e giorni nostri

Nel 2006 un altro cambio clamoroso: si sono detti in Gibson "Ma se oggi le facciamo con 9 buchi per alleggerirle, perchè non fare i buchi più grossi, oppure piu’ buchi, cosi possiamo ampliare ulteriormente il parco di pezzi di mogano sfruttabili, e del peso della tavola ce ne freghiamo?"
Qualcun altro, probabilmente più coraggioso, decise di spingersi oltre dicendo " ma perchè allora limitarci a fare tutti sti buchi, facciamola direttamente vuota dentro cosi pesa ancora meno, la gente oggi vuole la chitarra leggera e maneggevole!!!"
Nascono cosi le camere tonali. Ora il body è quanto più distante dal concetto di massello pieno, è ottenuto si da un pezzo unico, ma la selezione in base al peso non diventa praticamente più necessaria, gran parte del materiale viene asportato all'interno creando delle vere e proprie vasche. La chitarra diventa quindi un incrocio tra una semi-acustica e una solid-body.
Per evitare levate di scudi da parte dell'utenza affezionata alla "vecchia" standard, Gibson decide di tenere comunque in listino la vecchia versione con i 9 fori nel body massello, ma chiamandola "traditional" per differenziare.

Fig: “chambering”: disposizione delle camere di alleggerimento della Les Paul standard dal 2007 al 2011:



Nel 2011 e nel 2012 Gibson, per via di una causa legale in USA, affronta seri problemi di reperimento del palissandro (ed anche di ebano per le custom) per le tastiere ed è costretta a ricorrere a tastiere in piu’ pezzi incollati (o all’acero ricotto).
Nel 2012, per limitare il feedback sui suoni hi gain a causa delle camere tonali troppo “acustiche”, Gibson adotta una soluzione ibrida tra buchi e camere tonali, cioè “buchi un po’ più grossi ma non grossi come una vera camera tonale”

A fine 2013 viene annunciata la nuova linea per il 2014: fra gli altri cambi cosmetici e funzionali, il binding a lato dei i tasti viene abbandonato.
La Les Paul STANDARD oggi, nel 2014, dopo più di 5 decenni di evoluzioni, è dunque fatta cosi:
Fig: “modern weight relief” usato a partire dal 2012:



Eravamo partiti da COSI (scorrere in cima all'articolo).
Questo, in rapida successione, ritengo risponda in maniera abbastanza esauriente alla domanda n°2 in apertura.
Grazie per l'attenzione!
Ferro azzurro ama Anacott Acciaio!

You are not allowed to view links. Register or Login

Offline GIULIO

  • Administrator
  • ******
  • Post: 7220
  • Karma: 32
    • Youtube's channel
Re:Gibson Les Paul Standard - i modelli storici!
« Risposta #1 il: 22 Gennaio, 2014, 13:00:22 »
Eccellente come sempre!!! =D> =D> =D>

Inutile dire che con questo articolo la GAS sale a dismisura... =P~ =P~ =P~
Qui ventum seminabunt et turbinem metent


You are not allowed to view links. Register or Login
You are not allowed to view links. Register or Login

Offline evol

  • Allievo
  • *
  • Post: 133
  • Karma: 3
  • Hot Tubes
Re:Gibson Les Paul Standard - i modelli storici!
« Risposta #2 il: 22 Gennaio, 2014, 13:27:24 »
Bravo Andrea non hai dimenticato praticamente nulla!  =D>
L'editto John Ford? Volume a palla finché non sanguinano le orecchie! (cit. L. Natali)

Offline Alo

  • Co-Admin
  • ******
  • Post: 1006
  • Karma: 7
    • Youtube's channel
Re:Gibson Les Paul Standard - i modelli storici!
« Risposta #3 il: 22 Gennaio, 2014, 14:57:26 »
Andrea number one!! =D>
You are not allowed to view links. Register or Login

Offline Ira Tenax

  • Accompagnatore
  • **
  • Post: 384
  • Karma: 4
  • La Supercazzola!
    • Youtube's channel
Re:Gibson Les Paul Standard - i modelli storici!
« Risposta #4 il: 22 Gennaio, 2014, 15:54:03 »
Miiiinchia!!!  :mrgreen:
Mascetti: Tarapìa tapiòco! Prematurata la supercazzola, o scherziamo? No, mi permetta. No, io... scusi, noi siamo in quattro. Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribài con cofandina? Come antifurto, per esempio.
No, aspetti, mi porga l'indice; ecco lo alzi così... guardi, guardi, guardi. Lo vede il dito? Lo vede che stuzzica? Che prematura anche? Ma allora io le potrei dire, anche con il rispetto per l'autorità, che anche soltanto le due cose come vice-sindaco, capisce?
Vigile: Vicesindaco? Basta 'osì, mi seguano al commissariato, prego!
Perozzi: No, no, no, attenzione! Noo! Pàstene soppaltate secondo l'articolo 12, abbia pazienza, sennò posterdati, per due, anche un pochino antani in prefettura...
Mascetti: ...senza contare che la supercazzola prematurata ha perso i contatti col tarapìa tapiòco. Perozzi: Dopo...

Offline AtoragoN

  • Global Moderator
  • ******
  • Post: 699
  • Karma: 2
    • Guitar Nerding Blog
Re:Gibson Les Paul Standard - i modelli storici!
« Risposta #5 il: 22 Gennaio, 2014, 18:15:45 »
complimenti!

Offline Tone Anderson

  • Global Moderator
  • ******
  • Post: 307
  • Karma: 5
  • Utente alimentato a pile zincocarbone
Re:Gibson Les Paul Standard - i modelli storici!
« Risposta #6 il: 22 Gennaio, 2014, 21:44:32 »
Grazie! Ho scritto tutto questo solo come valvola di sfogo per la gas.

Una cosa importante..è chiaramente tutto aperto al dibattito, è uno spunto per discutere! c è una miriade di cose interessanti che possono essere applicate anche alle chitarre di oggi, per capire, approfondire.. :wink:
Ferro azzurro ama Anacott Acciaio!

You are not allowed to view links. Register or Login

Offline GIULIO

  • Administrator
  • ******
  • Post: 7220
  • Karma: 32
    • Youtube's channel
Re:Gibson Les Paul Standard - i modelli storici!
« Risposta #7 il: 22 Gennaio, 2014, 22:05:28 »
Direi ci sei riuscito in pieno!!! =D>

Però rileggendo meglio, i 9 fori non erano per le classic invece delle standard oppure viceversa??? trilly1839
Qui ventum seminabunt et turbinem metent


You are not allowed to view links. Register or Login
You are not allowed to view links. Register or Login

Offline Tone Anderson

  • Global Moderator
  • ******
  • Post: 307
  • Karma: 5
  • Utente alimentato a pile zincocarbone
Re:Gibson Les Paul Standard - i modelli storici!
« Risposta #8 il: 23 Gennaio, 2014, 12:52:38 »
Mi sono dimenticato di mettere le fonti nell'articolo!

Le info sui weight relieve holes le ho prese dal sito Gibson:

You are not allowed to view links. Register or Login

Dove in effetti si dice che i 9 fori è il modo usato per lungo tempo e che oggi viene usato ancora per le traditional, che dovrebbero essere il "remake" delle Les Paul Standard degli 80 e 90..non delle classic, almeno credo.
Ferro azzurro ama Anacott Acciaio!

You are not allowed to view links. Register or Login

Offline Luc

  • Global Moderator
  • ******
  • Post: 2005
  • Karma: 8
Re:Gibson Les Paul Standard - i modelli storici!
« Risposta #9 il: 23 Gennaio, 2014, 13:55:41 »
Complimenti per la fatica!  =D>
You are not allowed to view links. Register or Login

Offline Boogieness

  • Allievo
  • *
  • Post: 176
  • Karma: 1
Re:Gibson Les Paul Standard - i modelli storici!
« Risposta #10 il: 23 Gennaio, 2014, 15:19:38 »
Pazzesco!! E' la bibbia. Grazie e complimenti per il tempo speso in questa guida davero utilissima.
Music Man Luke (sunburst), PRS Custom 24, Fender Stratocaster Blackmore signature, Bogner Shiva, Mesa 2:90 power amp, 3x Mesa Recto (2x12), Eventide Time Factor, Eventide Pitch Factor, Tc Electronic SFC Chorus, Tc Electronic 1210 spatial expander, DBX 160A Compressor, MXR 16-band EQ, Bogner Blue, Carl Martin Plexitone, Echoplex EP2, RJM Line Mixer, RJM Mastermind, GCX Audio Switcher, 2x Ernie Ball Volume pedals, Evidence cables and patches

Offline uab

  • Allievo
  • *
  • Post: 74
  • Karma: 1
  • Nuovo membro di GT!!!
Re:Gibson Les Paul Standard - i modelli storici!
« Risposta #11 il: 23 Gennaio, 2014, 16:33:45 »
Grandissimo.

Offline evol

  • Allievo
  • *
  • Post: 133
  • Karma: 3
  • Hot Tubes
Re:Gibson Les Paul Standard - i modelli storici!
« Risposta #12 il: 29 Gennaio, 2014, 20:37:36 »
OT: Andrea ma poi la conversion l'hai comprata?
L'editto John Ford? Volume a palla finché non sanguinano le orecchie! (cit. L. Natali)

Offline Tone Anderson

  • Global Moderator
  • ******
  • Post: 307
  • Karma: 5
  • Utente alimentato a pile zincocarbone
Re:Gibson Les Paul Standard - i modelli storici!
« Risposta #13 il: 30 Gennaio, 2014, 08:06:39 »
Non ancora, deve arrivare quella giusta, ma è sicuramente un obiettivo!
Ferro azzurro ama Anacott Acciaio!

You are not allowed to view links. Register or Login

Offline kaydeffe

  • Solista
  • ***
  • Post: 579
  • Karma: 2
  • age of guitar
Re:Gibson Les Paul Standard - i modelli storici!
« Risposta #14 il: 30 Gennaio, 2014, 09:27:16 »
complimenti per l'articolo... :mrgreen:
KaYdEfFe

 

Post e Topic recenti