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Autore Topic: Dal Rack alla Pedalboard e viceversa - pt. I - Audio switchers e loopers  (Letto 9531 volte)

Offline Boogieness

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Dal Rack alla Pedalboard e viceversa

Guida alla comprensione di entrambi i sistemi

Parte 1 – Gli Audio switchers/loopers


Da sinistra: Michael Landau, Bob Bradshaw, Steve Lukather

Intro
Molto spesso in giro per il web mi sono imbattuto in discussioni nei forum a volte molto accese in merito ad un tema vecchio e affrontato fino alla noia: la differenza tra rack e pedalboard. Non credo di essere mai riuscito a trovare un "thread" in cui fosse possibile capire in maniera chiara ed esaustiva i pro e i contro dei due sistemi così come in quali situazioni sarebbe più indicato uno anzichè l’altro. Come potete notare non ho usato gli odiatissimi avverbi di modo: "meglio" o "peggio" perchè alla base bisogna sempre cercare di trovare una risposta alla più universale delle domande: "a me cosa serve davvero?". Ciò che è meglio per me potrebbe non esserlo per un altro, è una regola della natura e non c'è una risposta finale valida per tutti. Quello che leggerete è prevalentemente quello che avrei voluto leggere io qualche anno fa per farmi un'idea sull'argomento.

Vista l’enormità del tema ho pensato di dividerlo in più sezioni escludendo però dal discorso quali unità effetti vale la pena prendere e quali no. Questo perché è una scelta assolutamente soggettiva e ci vorrebbero decine e decine di pagine solo per questo tema. Personalmente penso che siano molto importanti tre elementi quando durante la costruzione del set-up si sta per decidere se prendere un rack o mettere tutto sulla pedalboard. In questa parte 1 cercherò di illustrarvi l'impiego degli audio switchers sia nei rack che nelle pedalboard e alla fine dell’articolo troverete molti pro e contro di entrambi i sistemi.
Spero di essere d'aiuto soprattutto a quelle persone (neofiti in primis) che sentono il bisogno di saperne di più. Per i più esperti si tratterà forse solo di un ripasso :mrgreen:. Si basa su ciò che ho imparato in anni di esperienza personale, letture di vario genere e confronti con altri chitarristi. Inoltre aggiungo, tante delusioni, errori tecnici, soldi che potevano essere spesi meglio ma anche tanti successi e soddisfazioni personali.

Il sistema Rack
Negli anni '80 non c'era rivista musicale che non avesse almeno una decina di foto di chitarristi con alle spalle arredamenti fatti di flight case e decine di unità effetti all'interno, avere tutta quella roba oltre ad essere in parte un'esigenza dell'artista era anche di moda, simbolo del chitarrista "PRO", cioè colui che curava scrupolosamente l'effettistica e la qualità del segnale audio ma anche quelli che usavano quell’immagine a proprio favore magari per coprire palesi lacune. Non entro comunque nel merito e non faccio nomi.
Uno degli uomini simbolo dell’era del rack è stato sicuramente Bob Bradshaw che ha iniziato a costruire questi sistemi sul finire degli anni '70 e inizio degli '80 ispirandosi a Craig Anderton, un tizio che scriveva articoli tecnici su Guitar Player. Sostanzialmente, il suo concetto era che a prescindere da quali device/effetti vuoi mettere nella catena, il suono dello strumento dovrebbe avere la stessa qualità di quando colleghi solo la chitarra all'ampli, quindi senza nulla “in front” o nel loop. Quasi tutti i rack famosi dell'epoca erano disegnati da lui ed il motivo era sicuramente dovuto alle sue capacità tecniche e al design di rack complessi, ma soprattutto perchè è stato colui che ha sviluppato e popolarizzato gli Audio switcher che andrò ad analizzare a breve.
Il perché di un sistema rack è sempre stato legato alla versatilità, al largo uso di suoni e combinazioni, questo non solo per gli effetti ma anche per gli ampli con pre e il finale separati. Bene, alla fine chi ne ha davvero bisogno? Questo è essenzialmente il motivo per cui session-man dell’area di Los Angeles come: Dan Huff, Michael Landau, Steve Lukather, Steve Stevens, scelsero negli anni ‘80 questa soluzione, entravano ed uscivano da uno studio di registrazione anche per tre o quattro sessioni al giorno e per artisti diversi. L’esigenza di poter cambiare suoni in tempi rapidissimi senza dover spendere altro tempo in studio (e quindi soldi) era fondamentale:

“Steve Lukather couldn’t keep up with all the work he was getting. He would recommend me for work and things snowballed from there. The early ’80s was the time of the big racks and heavily processed guitar sounds. I had my gear dialed in—no hums or buzzes—and I was able to get a variety of modern sounds quickly. That was something that maybe the more established guys weren’t doing”
Michael Landau, Guitar World, 19.06.2012


“…it will detail sessions, a lot of things that were funny that cracked me up, and a time when I was doing so many sessions that I would just blaze. I was known for getting a job done quickly—do a couple takes, done, see you later”
Steve Lukather, Guitar World, 30.01.2014



Audio Switcher
Non bisogna confonderli con gli Amp Switcher o Channel Switcher che essenzialmente sono apparati nei quali non passa il segnale audio, cambiano SOLO i canali degli ampli e/o se l’ampli ne è provvisto attivano/disattivano altre funzioni (ad es. secondo master volume o Reverb). Ad esempio, la Mesa Boogie Dual Rectifier ha 4 ingressi footswitch proprio per il cambio canali e il secondo master.
Un audio switcher ti permette di tenere tutte le tue unità a rack o pedali collegati in un loop. Se non vuoi effetti mentre suoni metti in bypass tutti i loop dello switcher (loop off) e il segnale audio invece di passare attraverso tutti i pedali come avviene in una pedalboard viene mandato all’uscita dell’audio switcher preservando molte delle caratteristiche del segnale. Oggi quasi tutti gli audio switcher hanno una qualità molto elevata, con minimo 4 loop disponibili e con buffer trasparenti in ingresso e uscita per evitare “mismatch “ di impedenza e degrado del segnale. Nei prossimi esempi prenderò come esempio uno switcher GCX prodotto dalla Voodoo Lab. Un loop ha essenzialmente: 1 input, 1 send, 1, return e 1 out. Il percorso che fa il segnale della chitarra è abbastanza esplicativo nelle immagini seguenti:

Esempio 1: Voodoo Lab GCX Audio Switcher. Osservare il percorso del segnale della chitarra quando il Loop è acceso (ON) e quando è spento (OFF).




Prima dicevo che audio switcher e amp switcher sono due cose diverse, questo è vero ma ci sono delle ottime macchine come appunto il Voodoo Lab GCX oppure il Gizmo della RJM che ti permettono di essere utilizzate come: audio loopers, amp switcher, channel switcher, ti permettono di miscelare due o più preamplificatori allo stesso tempo, senza contare la facilità di collegamento delle unità a rack o a pedale per quelli che vogliono un setup in stereo come nei grandi suoni degli anni 80. Vediamo alcune possibilità:

Esempio 2 - Amp Switcher (A/B switching) - Cambio da un preamp all’altro
 


Esempio 3 - Amp Switcher - Cambio da un ampli all’altro



Esempio 4 – Mix di due amplificatori



Esempio 5 – Channel Switcher - Cambio dei canali dell’ampli




Queste sono solo alcune delle numerosissime combinazioni che si possono ottenere con un audio switcher e non ho incluso un setup stereo. Ad esempio, unità come la RJM Effect Gizmo ti permettono di cambiare preset ai delay via MIDI senza però tagliare la coda all’effetto (trail off), quando si passa da un loop all’altro. Non è possibile stilare un manuale con tutte le combinazioni perchè il limite è solo la propria immaginazione. Proprio perchè sono un possessore del GCX ho utilizzato per comodità esempi presenti nello manuale stesso ma sul mercato ci sono numerosi switcher che possono fare ciò che vi ho appena scritto più altro ancora, alcuni dei modelli più importanti in questo settore oltre al già citato GCX sono: CAE (di B.Bradshaw) 4x4, RJM Effect Gizmo, Masotti Loop Rail.

Le pedalboard di oggi - Loopers

Per tutti gli anni ’90 c’è stato un progressivo abbandono dei sistemi rack per poi assistere ad nuovo e inaspettato ritorno dei pedali tra la fine dei ’90 fino ai nostri giorni. Inoltre, lo sviluppo tecnologico ha fatto in modo che quei suoni che una volta erano disponibili solo in formato rack 19” ora sono disponibili sotto forma di pedali e con funzionalità più avanzate così come la qualità degli algoritmi impiegati. Parlo di società come Eventide o Strymon. Senza considerare che gli audio switcher una volta venivano impiegati solo nei rack più esigenti, oggi sono disponibili sotto forma di looper da installare sulle pedalboard così come tutti gli altri pedali.



Il grande Pete Cornish già creava sistemi di switching integrati nelle sue pedalboard sul finire degli anni ’70 (come quella nell’immagine usata da David Gilmour durante il tour di Animals 1977) ma erano destinati ad una cerchia ristretta di artisti e i costi all’epoca (così come oggi) erano enormi, sembra facesse davvero tutto lui in vero stile “handmade”, a differenza di Bradshaw che commissionava alcuni lavori ad altre società per motivi di costo e di tempo.



I looper di oggi, come ad esempio il G-lab GSC3 nell'immagine permettono quindi una soluzione “a terra” con molte delle funzionalità degli audio switcher di cui vi ho parlato prima. Sono MIDI, hanno loop multipli, hanno uscite per cambiare canali, pedali di espressione, anche queste con buffer. Alcuni dei modelli più importanti sul mercato sono: Vinteck TB5, Masotti TB6, G-Lab GSC3, Rocktron Patchmate floor, Musicom MKIII.

Entrambi gli switcher a rack o pedalboard utilizzano il MIDI per:

- Attivare/disattivare gli effetti nel loop
- Cambiare i canali dell'ampli
- Cambiare preset in eventuali unità MIDI nella catena

con la pressione di un singolo pulsante

Quale sistema scegliere

Il rack è decisamente la soluzione più adatta quando si vuole un suono senza compromessi. Quei chitarristi che hanno una passione maniacale per la massima pulizia del suono e vogliono estrema versatilità, con il rack difficilmente si torna indietro. Al contrario, la pedalboard può altrettanto essere una soluzione ottima sia con un looper come abbiamo visto prima ma anche per quelli che usano soltanto pochi pedali, non hanno esigenze particolari e sono felici così. I chitarristi che hanno un setup simile sono tanti ma sono altrettanto popolari negli ultimi anni amanti di pedaliere assurde e qui mi fermo un secondo per fare una considerazione personale. Negli ultimi anni, girando per i locali ho assistito a chitarristi di numerose band emergenti avere sotto i piedi delle vere e proprie “astronavi” di dimensioni anche superiori al metro di lunghezza (negli anni ‘80 erano frigoriferi vi ricordate?), a volte mi è capitato di vedere pedaliere che occupavano davvero una parte considerevole del palco e in un paio di occasioni ho avuto modo di provare di persona il loro peso. Se considerate che il mio rack da 10 unità pesa circa 50 kg (non l’ho mai pesato con precisione, è un calcolo fatto a tavolino sommando tutti gli apparati al suo interno, più flight case e cassetti) e che riesco a sollevarlo per pochi secondi, in entrambi i casi con quelle pedalboard non sono riuscito a sollevarle da terra con mio enorme stupore. Se uno dei grossi problemi dei rack è il peso e la trasportabilità mentre invece è uno dei punti di forza delle pedaliere che senso ha raggiungere dimensioni e pesi simili? Non sarebbe meglio magare optare per il rack?

A tal proposito vi invito a leggere una lista dei pro e contro di entrambi i sistemi. Ripeto il concetto espresso all’inizio: non esiste il migliore o il peggiore, ci sono solo differenze e bisogna essere onesti con se stessi e interrogarsi su cosa è meglio per se stessi. Nessun altro può aiutarvi se non usando la vostra stessa saggezza e lucidità durante la scelta.

RACK
Pro
- E’ il sistema che ancora oggi offre maggiore versatilità.
- La qualità del segnale è maggiore perchè il percorso da fare è più corto. Il rack viene posto di solito di fianco all’ampli, quindi la lunghezza dei cavi è molto ridotta.
- Possibilità di usare sia unità a rack che pedali.
- Gli audio switcher a rack sono più avanzati, offrono funzioni che i looper-pedalboard non hanno.
- I pedali una volta inseriti su un’apposito cassetto rack difficilmente verranno spostati per motivi di spazio.
- Quando si sostituisce un pedale non è necessario accorciare o allungare un cavo ma si riutilizza quello già esistente, questo perchè come detto prima non ci sono problemi di spazio.
- Possibilità di creare molteplici catene d’effetti indipendenti tra loro.

Contro
- In generale i costi del set-up di un rack sono più elevati. Se si utilizzano anche pedali bisogna preventivare l’acquisto di una power unit per alimentarli.
- Lo switcher ha necessariamente bisogno di una pedaliera Midi per essere utilizzato. Quindi i costi aumentano e il peso così come la trasportabilità sono compromessi.
- Per esperienza personale, dalle 6 unità in poi il rack è scomodo da trasportare in quanto diventa un grosso problema il peso.
- In generale, è più complessa la programmazione


PEDALBOARD/LOOPER
Pro
- L’impiego di un looper è in generale una buona soluzione con costi più contenuti rispetto al rack
- Un looper è già di per se una pedaliera MIDI
- E’ una soluzione imbattibile in termini di trasportabilità.
- Semplicità d’uso e programmazione MIDI in generale più semplici
- Molti looper offrono già 4 o 5 uscite a 9V integrate per l’alimentazione dei pedali, quindi non bisogna acquistare una power unit a parte.

Contro
- Lo spazio è un problema grosso se si intendono usare tanti pedali. Non è una soluzione scalabile ed è molto più difficile fare una stima futura nel caso in cui si intendano acquistare nuovi pedali. Pensare di portare su un palco una pedaliera eccessivamente grande è follia ed entrerebbe in gioco il problema della trasportabilità così come nel rack.
- Qualità del suono teoricamente più bassa rispetto ai rack, se consideriamo che una pedaliera è in media a 3.50/4.00 metri di distanza dall’ampli, ci vogliono almeno 8 metri di cavo nel loop effetti della testata e se utilizziamo anche una seconda catena “in front” arriviamo a 12. Nei rack questi numeri sono ridotti di almeno il 50%. A meno che non vengano impiegati cavi di altissima qualità ma in quel caso i costi sarebbero più alti del previsto e quindi un altro punto negativo da aggiungere.
- I looper “all in one” presenti sotto forma di pedalboard non offrono la versatilità degli audio switcher 19” citati prima.
- Molto difficile trovare in commercio un looper che permetta di creare una seconda catena d’effetti separata in front.
- Con i pedali a portata di piede si rischia di toccare qualche potenziometro durante il cambio di un preset e quindi cambiare il suono involontariamente durante un’esecuzione

Spero di essere stato d’aiuto. Cercherò di trovare altro tempo da dedicare alle altre parti, in cui vorrei affrontare l'impiego del mixer di linea sia nei sistemi rack che nelle pedalboard. Come ultimo argomento mi farebbe piacere scrivere qualcosa sugli effetti in stereo e in triamplificaizone sempre gestiti da entrambi i mondi, quest'ultimo in particolar modo mi ha letteralmente cambiato il modo di concepire gli effetti e mi ha permesso di esplorare sfumature che non avevo mai udito prima. Alla prossima!

Un saluto
Boogieness

Sources: Premier Guitar, Voodoo Lab, Guitar World, gilmourish.com, g-lab
Copyright: the pictures and diagrams showed in this article are owned by the companies mentioned in the sources
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Offline Omega

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Re:Dal Rack alla Pedalboard e viceversa - pt. I - Audio switchers e loopers
« Risposta #1 il: 04 Aprile, 2014, 15:15:08 »
Hai lasciato per ultimo il "contro" che fa la differenza nella scelta: In generale, è più complessa la programmazione.

Bene a parità di prezzo e peso di unità semplici (un paio di unità rack contro una pedalboard formata da quattro/cinque pedali) la scelta del chitarrista che si rivolge all'effettistica ricade, per il 90% delle volte, sui pedalini. Perchè la pedalanza è plug and play...sembra che suona meglio perchè è semplice da settare, ed è più semplice da collegare (generalmente l'ordine è seriale e il routing è fisso: dal comp al reverbero passando per OD, eq, chorus e delay). La programmazione invece di effetti a rack è senza compromessi: o la fai bene o escono scorregie. Chi programma bene un rack ha a disposizione degli effetti hifi, poco o niente noise e in genere riesce ad intervenire sul settaggio senza prendere di nuovo il manuale.

Io propendo per il rack: è comodo, per me è più gestibile (ci sono pochissimi casini legati all'alimentazione), ottengo suoni spaziali e li richiamo con un click senza pigiare due tre volte i pedali mentre sto eseguendo un brano.

Posso però garantirVi che un pedalaro che si approccia al rack nel 99,9% dei casi torna a suonare pedalini.
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Offline brodaglia

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Re:Dal Rack alla Pedalboard e viceversa - pt. I - Audio switchers e loopers
« Risposta #2 il: 04 Aprile, 2014, 15:29:56 »
Potevi farla qualche settimana fa, non sarei impazzito cercando informazioni sul web!!  :mrgreen: :mrgreen:

Cmq sia ottima guida, le info sparse online sono un pò frammentarie..
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Offline Omega

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Re:Dal Rack alla Pedalboard e viceversa - pt. I - Audio switchers e loopers
« Risposta #3 il: 04 Aprile, 2014, 15:35:44 »
E comunque in certi sistemi come dice boogieness uno switcher audio è essenziale: uno switcher commerciale fatto come Dio comanda è lo switchblade, provare per credere.
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Offline GIULIO

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Re:Dal Rack alla Pedalboard e viceversa - pt. I - Audio switchers e loopers
« Risposta #4 il: 04 Aprile, 2014, 17:25:54 »
Ottimo articolo, complimenti!!!

Hai spiegato bene uno dei motivi per cui ho smantellato la vecchia pedaliera "astronave", finchè stavo in saletta oppure a casa andava alla grande (gestita dal brunetti vector) quando però cominciai a portarla in giro mi accorsi che era come portarsi dietro un cadavere, colpa anche del solo flight case che pesava un accidente.

Ho sfoltito i pedali che non mi servono o che uso poco e utilizzo i due switcher axess electronics CFX4 e GRX4, con la sua pedalierina MIDI MFC5, non pesa molto e con un click cambio 4 pedali, i presets del timefactor e i canali più boost dell'ampli con una qualità audio ottima. =P~
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Offline Wickedmao

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Re:Dal Rack alla Pedalboard e viceversa - pt. I - Audio switchers e loopers
« Risposta #5 il: 04 Aprile, 2014, 20:05:59 »
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Posso però garantirVi che un pedalaro che si approccia al rack nel 99,9% dei casi torna a suonare pedalini.

Stavate parlando di me???

Offline sixsimon

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Re:Dal Rack alla Pedalboard e viceversa - pt. I - Audio switchers e loopers
« Risposta #6 il: 04 Aprile, 2014, 20:38:46 »
Ottimo veramente.
Io non sono mai stato un grande fan dei pedali.
Forse perché quando ho iniziato internet era ancora fantascienza e abitando in un piccolo paese nell'edicola non si trovava nessuna rivista del settore.
Fino quando si trattava di due pedali tutto ok ma aggiungendone altri è subito sorto il dubbio su come cambiar suono senza eseguire la danza dei pedali!

Si è aperto l'orizzonte della flessibilità dei sistemi a rack visitando il SIM a Milano e vedere i sistemi a rack proposti da Rocktron con switcher, mixer/slitter ecc.
Da allora ho sempre sognato un bel sistema rack.

I primi esperimenti con la pedaliera boss ME5 e un Korg A3 con mixer autocostruito da schemi visti sulle riviste di elettronica e basetta stampata nel l'intervallo nell'aula di tecnologia!

Poi ho scoperto alcune riviste del settore quando iniziai le superiori a Novara e alcuni libri di Craig Anderton sull'autocostruzione di pedali ed effetti e li è iniziato un lungo cammino costellato di delusioni e momenti di felicità, acquisti sbagliati e apparecchiature vendute per comprarne altre di cui poi mi sono pentito.

Dopo circa 26 anni di esperimenti sono arrivato al mio attuale rack da 14 unità, un po' pesante ma che mi soddisfa pienamente e soprattutto riesco a ottenere tutti i suoni di cui ho bisogno.

Prossimo progetto dividerlo in due, per poter sfruttare la parte pre e finale per locali piccoli o prove, e poter utilizzare la parte effetti anche con la testata così da poter sfruttare a seconda delle situazioni tutta la mia strumentazione.
Rock forever!!!!

Offline Omega

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Re:Dal Rack alla Pedalboard e viceversa - pt. I - Audio switchers e loopers
« Risposta #7 il: 05 Aprile, 2014, 00:47:45 »
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Offline Boogieness

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Re:Dal Rack alla Pedalboard e viceversa - pt. I - Audio switchers e loopers
« Risposta #8 il: 05 Aprile, 2014, 09:44:45 »
Grazie ragazzi.
Vuol dire che io vado in controtendenza :mrgreen:, sono partito con un rack poi sono passato alla pedalboard per comodità per poi ritornare al rack.
Penso che questa tendenza degli ultimi 10 anni di riempire le pedalboard come i rack sia anche dovuta ad un discorso di marketing delle grandi case produttrici così come già visto negli anni '80. Oggi tutti passano ai pedali, ma negli anni 80 tutti avevano i rack.
Come ho scritto nell'articolo, mi sta bene se usi pedali per comodità e semplicità d'uso ma perché poi puntualmente molti si lamentano della qualità audio, di non avere versatilità e di non riuscire a fare tante altre cose? Capisco che fare esperienza é importante ma probabilmente tanto sudore e molti soldi potevano essere risparmiati se invece di seguire le tendenze del momento veniva usata un pó di piú la testa durante la scelta. Per rispondere a Omega, non sono convinto che il 90% (io direi il 60%, vedo sempre piú chitarristi con i pedali nei rack) di quelli che usano i pedali lo fanno prevalentemente perché plug-and-play.
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Offline Omega

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Re:Dal Rack alla Pedalboard e viceversa - pt. I - Audio switchers e loopers
« Risposta #9 il: 05 Aprile, 2014, 09:57:04 »
+1 al tuo karma te lo do io!  :wink:

Boh? Non sarà il 90% ma probabilmente è la maggior parte.
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Offline Boogieness

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Re:Dal Rack alla Pedalboard e viceversa - pt. I - Audio switchers e loopers
« Risposta #10 il: 05 Aprile, 2014, 10:02:14 »
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Boh? Non sarà il 90% ma probabilmente è la maggior parte.
Grazie. Una birra virtuale per te anche se é un pó presto birrata-birrata  :mrgreen:
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Re:Dal Rack alla Pedalboard e viceversa - pt. I - Audio switchers e loopers
« Risposta #11 il: 05 Aprile, 2014, 11:21:41 »
+1 al tuo karma te lo do io!  :wink:

Boh? Non sarà il 90% ma probabilmente è la maggior parte.
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Offline Matte23

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Re:Dal Rack alla Pedalboard e viceversa - pt. I - Audio switchers e loopers
« Risposta #12 il: 09 Aprile, 2014, 10:45:04 »
Ottimo articolo molto utile! Anchio credo che la tendenza di oggi sia farsi la pedaliera e sicuramente è una moda, guardate voi quante marche di pedali ci sono c'è da diventare grulli, anche se devo dire che per certe cose il pedale nel setup è più immediato come settaggi e come suono molte volte non essendo sinonimo di limitato!

Offline Boogieness

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Re:Dal Rack alla Pedalboard e viceversa - pt. I - Audio switchers e loopers
« Risposta #13 il: 09 Aprile, 2014, 12:32:23 »
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anche se devo dire che per certe cose il pedale nel setup è più immediato come settaggi e come suono molte volte non essendo sinonimo di limitato!
Perchè l'unità rack nasce prevalentemente come apparato da studio e la moltitudine di parametri era (ed è ancora) in larga parte concepita per gli studi di registrazione. Un "fine tuning" così accurato lo trovi solo in quegli apparati. Ecco perchè come dici anche tu i pedali sono più immediati mentre per i multieffetti a rack bisogna partire avendo già una discreta conoscenza degli effetti, routing, equalizzazione, ecc...
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Offline manolesta

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Re:Dal Rack alla Pedalboard e viceversa - pt. I - Audio switchers e loopers
« Risposta #14 il: 11 Aprile, 2014, 12:33:06 »
Personalmente trovo tutte le affermazioni giuste :link:
Da ragazzo partii con ampli tre pedalini e via, poi nel giro di qualche anno mi trovai con alle spalle 8 unita rack... :mrgreen:
Col tempo, ed anche per via dei suoni utilizzati(e della sempre miglior qualità dei multifx)  arrivai a 5, e questo sistema lo usai per una decina d'anni ininterrottamente... :P
Poi che è successo?
Non ho più suonato per anni, ho ascoltato musica e sono tornato un po alle mie radici in termini di sound…
quindi ora ho testata due casse piccole, piccola pedalboard e chitarra….e mi basta così per il tipo di sound più "grezzo" più "rnr" che cerco.
Al contrario di molti pero, le mie unità rack le ho ancora, un po perché ci sono affezionato, un po perché non si sa mai,
so che se rivoglio certi suoni per forza di cosa dovrò riavviare il "frigorifero" con tutti i suoi kg!! :P

 

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