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Autore Topic: Mezzabarba M-Zero Overdrive: la recensione.  (Letto 3166 volte)

Offline juanka78

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Mezzabarba M-Zero Overdrive: la recensione.
« il: 21 Dicembre, 2014, 18:34:34 »
Premessa: mi è stata imputata una certa avarizia descrittiva, qui ho cercato di rimediare...


Fatta questa doverosa premessa, vengo al dunque. Dopo anni di soddisfacente utilizzo di testate Masotti (nella fattispecie X100M Modern e M1) sono di recente diventato possessore di una Mezzabarba M-Zero Overdrive, presa (botta di cu*o pazzesca) ex-demo direttamente dal produttore, previa rivalvolata generale. La testata è strutturata su 2 “canali” (diversamente dalla M-Zero standard), uno denominato Drive, dotato di boost e bright, entrambi attivabili dal pannello frontale, e l’altro chiamato Overdrive (richiamabile via footswitch), dotato di controlli indipendenti di gain e volume; a conti fatti, si tratta sostanzialmente di una “monocanalona” a stadi di guadagno sommabili, approccio che la MGD sta sviluppando con impegno ormai già da qualche anno e che ha trovato una prima (e più moderna) concretizzazione nella Monster, l’ormai nota monocanale “motorizzata”. I controlli per la sezione pre sono quanto di più tradizionale possibile: EQ in comune e, come ho già detto, Gain e Volume indipendenti. Per il controllo del finale abbiamo Depth, Presence e l’ormai onnipresente Feedback, vera (a mio avviso) manna dal cielo per adattare il suono a qualunque cassa/cono: tecnicamente serve a regolare la controreazione…non ho idea di cosa voglia dire, quello che so è che agisce pesantemente sul suono e sull’attacco della nota lavorando con efficacia sulla direttrice morbidezza-aggressività. A completare l’essenziale pacchetto un loop effetti valvolare di tipo seriale, aggiungerei estremamente trasparente e silenzioso. Il tutto costruito in PTP, metodo costruttivo apprezzatissimo dai puristi e riservato al solo marchio Mezzabarba.
 
Il suono…che dire? Come ho già detto diverse volte, spremersi le meningi alla ricerca di mille aggettivi per parlare di un qualcosa che può essere percepito solo attraverso l’udito è un po’ come voler descrivere a parole i colori ad un cieco: ci si può provare,  ma lo sforzo sarà comunque vano. Detto questo, la prima cosa che salta all’occhio (o sarebbe meglio dire all’orecchio) è la distanza rispetto al suono cui i prodotti MGD ci hanno abituato finora: la M-Zero suona vintage nel senso migliore della parola! Che la si usi per un pulito brillante e traboccante di armoniche o le si tiri il collo per un lead aggressivo e pieno di attacco, ‘sta testa regala sempre un retrogusto che sa di antico, di dischi vecchi, di calore, legno, whiskey, fumo…insomma ti comunica subito che il suo territorio è il rock, quello vero, quello che forse non si fa più o non si fa più come una volta, quello popolato da personaggi la cui storia si confonde spesso con la leggenda.
 
Come dicevo, si parte dal canale Drive (modalità normal) e…di primo acchitto si resta un po’ delusi, con gain fino a ore 12 il suono è un po’ spompo, leggermente svuotato, poco presente. Qui è importante capire che l’architettura di questo amplificatore è un sottile gioco di equilibri: in fondo stiamo parlando di un solo canale che, andando a sommare stadi di guadagno, si prefige di fare tutto, dal pulito all’high gain. A questo punto, superato il momento di parziale delusione, si prova a passare ore 12 con la manopola del gain…e lì si apre un mondo, il sound d’improvviso si apre, si ingrossa, si arricchisce di armoniche, si riempie…insomma, decolla nel vero senso della parola, regalando un clean sempre al limite, grosso, corposo, musicalissimo, brillante, pieno, di quelli che ti danno la netta sensazione di poterci fare quello che vuoi a seconda di come sai dosare la mano. La resa con i pedali, manco a dirlo, è ottima. In una parola: splendido. Con i singe coil il pulito resta davvero tale quasi fino a fine corsa della manopola del gain; con gli humbucker bisogna avere cura di saper dosare la mano, in quanto il cosiddetto suono “edge” (che io adoro) è sempre a portata di…plettro.
 
Subito ci si rende conto di una delle caratteristiche principali di questa testa: la reattività fuori dal comune. Per reattività intendo quella sensazione di immediatezza nella risposta, quasi come se l’ampli ributtasse fuori la nota ancor prima di aver toccato la corda. Sinceramente non sono un tecnico quindi non ho le conoscenze necessarie per intervenire con cognizione di causa nell’annoso dibattito PTP vs PCB…però, sarà un caso, ma io questa sensazione di risposta istantanea l’ho avuta sempre e solo con ampli PTP, quindi a questo punto inizio a pensare che sia proprio un discorso di maggior efficienza nella conduzione elettrica…magari è una ca***ta colossale ma non so spiegarmelo altrimenti.
 
Attivando il boost sul pannello frontale si passa decisamente in territorio crunch, e qui la manopola del gain diventa incisiva per tutta la sua corsa: si passa dal crunchettino leggero al crunchone veramente incazzato da hard rock (come già succedeva con la M1), il tutto mantendo quel sapore vintage di cui parlavo sopra, un sapore già presente in forma embrionale nella già citata M1 ma che qui sembra aver raggiunto piena maturazione. In generale il suono fa chiaramente l’occhiolino alla storia del rock made in England, pur mantenendo caratteristiche assolutamente proprie che da sempre contraddistinguono il “tone” degli amplificatori di produzione MGD e che ritroviamo anche per questa serie custom marchiata Mezzabarba: l’accusa di aver clonato i vecchi Marshall (accusa che mi è capitato di leggere in rete) semplicemente non regge, basta una prova molto veloce per rendersene conto. E’ una saturazione grossa, sporca e cattiva che riesce a rimanere cremosa pur avendo le medio-alte decisamente in fuori, conservando però sempre definizione e reattività anche in gamma bassa. Inutile dire che il mix viene fatto a fettine con una facilità imbarazzante e l’altro chitarista del mio gruppo sta iniziando ad avere seri problemi di ego…il che per un chitarrista è un fatto abbastanza serio…
 
Tramite footswitch si passa, infine, al canale Overdrive, dotato, come ho già detto, di controlli di gain e volume indipendenti. E’ il canale dedicato ai lead e alle ritmiche più serrate…e bisogna ammettere che di gain ne ha tanto, si potrebbe quasi definire un high gain, anche se siamo veramente lontani dal senso più moderno di questa espressione: i metallari stiano alla larga, un suono tipo Mesa o Diezel semplicemente non è ottenibile in alcun modo. Se invece si cerca un lead decisamente saturo ma che mantiene comunque dinamica, definizione e attacco allora  siete nel posto giusto: in genere come metafora per parlare del suono lead si usano i liquidi, spesso si dice che il lead di questo o di quel chitarrista è “liquido”…ecco, nel caso della M-Zero parlerei più di…cazzotto in faccia! Scherzi a parte, la sensazione è proprio quella: gain a pacchi e aggressività a mille ma non si ha mai la sensazione di qualcosa di processato o filtrato, la reattività di cui parlavo sopra è ancora lì, pressoché intatta. Anche il carattere vintage dell’ampli non viene mai tradito, il territorio di caccia resta quello e le medie, che lo si voglia o no, la fanno comunque da padrone. Inaspettatamente però le basse non si “infangano”, restano dritte e pure. Bella sorpresa, non me l’aspettavo.
 
Tirando le somme (perché credo sia arivato il momento)…un ampli che mi ha sconvolto, onestamente più di quanto mi aspettavo. Consiglio a chi ne avesse la possibilità di provarlo con attenzione e magari di tirargli un po’ il collo…prima però preparate i sali…
 
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Offline darrell

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Re:Mezzabarba M-Zero Overdrive: la recensione.
« Risposta #1 il: 22 Dicembre, 2014, 09:16:35 »
posso chiedere che finali monta?  =D> =D> :mrgreen: :mrgreen:

p.s. come la collocheresti se mai hai avuto modo di "confrontarla" con una soldano slo?
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Offline GIULIO

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Re:Mezzabarba M-Zero Overdrive: la recensione.
« Risposta #2 il: 22 Dicembre, 2014, 10:45:27 »
Bella, davvero interessante... due canali al top, mi piace l'idea!!! =D> =D> =D>
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Offline juanka78

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Re:Mezzabarba M-Zero Overdrive: la recensione.
« Risposta #3 il: 22 Dicembre, 2014, 11:37:52 »

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posso chiedere che finali monta?  =D> =D> :mrgreen: :mrgreen:

p.s. come la collocheresti se mai hai avuto modo di "confrontarla" con una soldano slo?

EL34. Una SLO la provai anni fa ma fare un confronto senza averle entrambe sottomano è dura. Per quello che mi ricordo ci sono alcune affinità anche se la SLO me la ricordo un filo più moderna come tipologia di gain e anche decisamente diversa come EQ generale.
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Offline darrell

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Re:Mezzabarba M-Zero Overdrive: la recensione.
« Risposta #4 il: 22 Dicembre, 2014, 11:41:51 »
El34.... giuliiooooooo vedi!?!??!
Ahahhahah
Sarebbe simpatico un confronto diretto...
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Offline GIULIO

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Re:Mezzabarba M-Zero Overdrive: la recensione.
« Risposta #5 il: 22 Dicembre, 2014, 11:56:11 »
Vedo EL34 ovunque!!!  [weihnachten] [weihnachten] [weihnachten]

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Offline juanka78

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Re:Mezzabarba M-Zero Overdrive: la recensione.
« Risposta #6 il: 22 Dicembre, 2014, 12:34:04 »

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El34.... giuliiooooooo vedi!?!??!
Ahahhahah
Sarebbe simpatico un confronto diretto...

Hai una SLO?
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Offline darrell

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Re:Mezzabarba M-Zero Overdrive: la recensione.
« Risposta #7 il: 22 Dicembre, 2014, 12:42:11 »
Eh no... magari... mi accontento della sorellina cinese jet city io :-D
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Offline Roberto

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Re:Mezzabarba M-Zero Overdrive: la recensione.
« Risposta #8 il: 23 Dicembre, 2014, 05:22:32 »
Grande Juanka, ottima recensione, che ovviamente ha scatenato ancora più curiosità sulla testata!

Ed un +1 sia a te sia a darrel perle recensioni che avete fatto.
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Offline juanka78

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Re:Mezzabarba M-Zero Overdrive: la recensione.
« Risposta #9 il: 09 Febbraio, 2015, 02:00:31 »
Uppo con sto video che renda abbastanza bene l'idea di come suona il canale OD:

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