Ci sono marchi che nascono e scompaiono nel giro di qualche anno, e poi ci sono quelli che riescono a ridefinire il modo in cui pensiamo a uno strumento. Taylor Guitars รจ senza dubbio uno di questi. Fondata nel 1974 in un garage californiano, questa azienda ha saputo trasformarsi in cinquant’anni da piccolo laboratorio artigianale a punto di riferimento assoluto per chitarristi acustici di tutto il mondo.
Ma cosa rende una Taylor cosรฌ speciale? Non รจ solo una questione di legni pregiati o di finiture impeccabili. ร qualcosa di piรน sottile, che ha a che fare con una visione precisa del suono, dell’innovazione tecnologica e di un rapporto quasi filosofico con la chitarra acustica. Un percorso che vale la pena raccontare dall’inizio.
In questo articolo ti portiamo dentro la storia di uno dei brand piรน amati dai chitarristi professionisti e appassionati, esplorando le scelte che hanno fatto la differenza โ dalla doppia microfonazione alle collaborazioni con artisti leggendari โ e capendo perchรฉ, ancora oggi, suonare una Taylor รจ un’esperienza difficile da dimenticare.
Un garage in California e una visione chiara
Tutto comincia nel 1974 a Lemon Grove, California. Bob Taylor e Kurt Listug hanno rispettivamente 18 e 21 anni quando rilevano l’American Dream, un piccolo negozio di strumenti musicali. Bob costruisce chitarre, Kurt pensa al business. Un’accoppiata che si rivelerร straordinariamente efficace.
Fin dai primissimi anni, Taylor si distingue per un approccio che unisce artigianato e ingegneria. Bob non รจ solo un liutaio appassionato: รจ un osservatore metodico, qualcuno che vuole capire perchรฉ una chitarra suona in un certo modo, non solo come costruirla. Questa mentalitร analitica lo porterร , nel tempo, a introdurre innovazioni che molti costruttori tradizionali guardavano con scetticismo.
Una delle prime e piรน importanti fu l’introduzione del sistema NT Neck alla fine degli anni ’90, un manico che si incastra nel corpo della chitarra con una precisione quasi meccanica, permettendo regolazioni millimetriche dell’action senza smontare nulla. Per i chitarristi, questo significava strumenti piรน facili da suonare e piรน stabili nel tempo. Per il mercato, significava una rivoluzione silenziosa ma profonda.
Taylor ha anche abbracciato la sostenibilitร molto prima che diventasse una tendenza. L’azienda ha investito in programmi di riforestazione dell’ebano in Africa, scegliendo di usare legni alternativi e di essere trasparente sui propri processi produttivi. Un impegno che oggi fa parte dell’identitร stessa del marchio.
Il suono che ha conquistato il mondo
Se dovessi descrivere il suono tipico di una Taylor con una parola sola, probabilmente diresti cristallino. C’รจ una chiarezza nelle alte frequenze, una risposta immediata alle dita e una proiezione del suono che rende questi strumenti particolarmente adatti alla registrazione e al live. Ma come si รจ arrivati a questa identitร sonora cosรฌ riconoscibile?
Molto dipende dalle scelte costruttive. Taylor predilige il cedro o il sitka spruce per i piani armonici, abbinati a legni come il mogano, il koa delle Hawaii o il roasted maple per fianchi e fondo. Ogni combinazione racconta una storia sonora diversa: piรน caldi e morbidi i modelli con koa, piรน brillanti e proiettati quelli con spruce e palissandro.
La forma delle chitarre Taylor โ particolarmente le famose Grand Auditorium e Grand Concert โ รจ stata progettata per offrire un equilibrio preciso tra volume e articolazione. Non il volume travolgente di un dreadnought Martin, ma una chiarezza polifonica che permette di sentire ogni singola nota, anche nei passaggi piรน densi. ร un suono che si sposa perfettamente con il fingerpicking sofisticato, ma che regge benissimo anche uno strumming energico.
Col passare degli anni, questa identitร sonora ha trovato il suo pubblico naturale: chitarristi pop, folk, country e singer-songwriter che cercavano uno strumento fedele, trasparente, capace di valorizzare la voce senza sovrastarla. E il mercato ha risposto in modo entusiasta.
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La rivoluzione silenziosa: il sistema Expression System
Se c’รจ un’innovazione che ha davvero cambiato le regole del gioco per le chitarre acustiche amplificate, รจ senza dubbio il sistema Expression System di Taylor, introdotto nel 2003 in collaborazione con lo storico costruttore di pickup David Hosler.
Prima di capire perchรฉ sia stato rivoluzionario, vale la pena ricordare com’era la situazione prima. La stragrande maggioranza delle chitarre acustiche elettrificate usava (e molte usano ancora) trasduttori piezoelettrici posizionati sotto il ponticello. Il risultato? Un suono spesso plasticoso, aggressivo nelle alte frequenze, poco naturale. Chiunque abbia suonato live sa di cosa si parla: quel suono


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