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Come Tenere il Plettro: Impugnatura e Angolazione Corretta

Come Tenere il Plettro: Impugnatura e Angolazione Perfetta

Quando ho iniziato a suonare la chitarra, ricordo perfettamente la frustrazione di sentire quel fastidioso rumore di sfregamento ogni volta che il plettro toccava le corde. Il suono era graffiante, le note non uscivano pulite e la velocità sembrava un miraggio irraggiungibile. Quello che non sapevo allora è che tutto dipendeva da un dettaglio apparentemente insignificante: l’angolo con cui tenevo il plettro.

brown and black guitar pick
Foto di Rombo su Unsplash

La tecnica della plettrata è uno di quegli aspetti della chitarra che spesso viene sottovalutato, eppure rappresenta il fondamento di tutto ciò che suoniamo. Un’impugnatura corretta e la giusta angolazione possono trasformare completamente il tuo approccio allo strumento, migliorando non solo la pulizia del suono ma anche la velocità e l’espressività del tuo playing.

In questo articolo esploreremo tutti i segreti di una tecnica che può sembrare semplice ma nasconde sfumature profonde che separano i principianti dai professionisti.

Il Mistero dell’Angolo Perfetto

L’angolazione del plettro rispetto alle corde è probabilmente il fattore più critico per ottenere un suono pulito e professionale. Quando il plettro è perfettamente perpendicolare alle corde, crea la massima superficie di attrito possibile. Questo significa che ogni plettrata richiede più sforzo, produce più rumore e limita drasticamente la velocità.

La soluzione sta nell’inclinare leggermente il plettro, creando quello che i chitarristi chiamano “picking slant”. Un angolo di circa 15-30 gradi rispetto alla perpendicolare è generalmente ottimale. Questa inclinazione permette al plettro di “scivolare” attraverso la corda con minor resistenza, producendo un suono più pulito e permettendo velocità maggiori.

Immagina di tagliare un foglio di carta: se usi le forbici perpendicolarmente, devi esercitare molta forza. Se invece inclini leggermente la lama, il taglio diventa fluido e preciso. Lo stesso principio si applica al plettro sulla corda.

L’Impugnatura Fondamentale: Forza e Relax

selective focus photography of brown guitar pick on guitar strings
Foto di MAYANK D su Unsplash

L’impugnatura del plettro è un equilibrio delicato tra controllo e rilassatezza. Molti principianti commettono l’errore di stringere troppo forte, creando tensione che si propaga fino al braccio e alla spalla. Altri, al contrario, tengono il plettro troppo lasco, perdendo precisione e controllo.

La tecnica corretta prevede di tenere il plettro tra pollice e indice, con il pollice che poggia sulla superficie piatta e l’indice che sostiene dal lato opposto. La presa dovrebbe essere salda ma non rigida, come se stessi tenendo un uccellino: abbastanza forte da non farlo volare via, ma abbastanza delicata da non ferirlo.

La parte del plettro che sporge dalla presa dovrebbe essere di circa 2-3 millimetri. Una sporgenza maggiore crea troppa flessibilità e perdita di controllo, mentre una minore limita l’ampiezza del movimento e può causare colpi involontari con le dita.

Le Tre Zone di Contatto

Esistono tre punti principali dove il plettro può toccare la corda, ognuno con caratteristiche sonore diverse:

  • Punta del plettro: Suono brillante e definito, ideale per assoli e linee melodiche precise
  • Lato del plettro: Suono più caldo e corposo, perfetto per gli accordi e il rhythm
  • Zona intermedia: Compromesso versatile tra definizione e calore

Il Plettro Parallelo: La Tecnica delle Note Stoppate

Una tecnica avanzata ma incredibilmente utile è quella del plettro parallelo, dove l’attrezzo viene mantenuto quasi parallelo alle corde. Questa posizione può sembrare controintuitiva rispetto a quanto abbiamo detto sull’angolazione, ma ha applicazioni specifiche molto interessanti.

Quando il plettro è parallelo, crea immediatamente uno smorzamento naturale della corda dopo l’attacco iniziale. Questa tecnica è perfetta per ottenere note molto brevi e secche, particolarmente efficaci nel funk, nel metal moderno e in tutti i generi che richiedono articolazione ritmica precisa.

La sfida del plettro parallelo sta nel dosare la pressione: troppo leggera e la nota non suona, troppo forte e si perde il controllo dello smorzamento. Richiede pratica costante, ma una volta padroneggiata, apre un mondo di possibilità espressive che il corso ALTERNATE PICKING vol. 1 – GTE Guitar Technique Elements può aiutarti a sviluppare sistematicamente.

Marty Friedman e le Angolazioni Estreme

Se c’è un chitarrista che ha rivoluzionato il concetto di angolazione del plettro, quello è sicuramente Marty Friedman. Il leggendario chitarrista dei Megadeth ha sviluppato una tecnica di picking unica, caratterizzata da angolazioni estreme che sfidano tutte le convenzioni tradizionali.

Friedman utilizza spesso angolazioni di 45 gradi o anche maggiori, creando un suono distintivo e una fluidità nel cambio di corda che molti considerano irraggiungibile. La sua tecnica dimostra che non esiste un’unica “strada corretta” per tenere il plettro, ma che l’importante è trovare l’approccio che meglio serve la propria musicalità.

Le posizioni “inusuali” di Friedman includono anche rotazioni del polso che cambiano dinamicamente durante l’esecuzione, permettendogli di adattare l’angolazione alle specifiche esigenze di ogni frase musicale. Questa flessibilità tecnica richiede anni di pratica, ma offre possibilità espressive praticamente infinite.

Adattare la Tecnica al Proprio Stile

L’esempio di Friedman ci insegna che la tecnica deve servire la musica, non il contrario. Se la tua musica richiede note lunghe e sostenute, un’angolazione più conservativa potrebbe essere ideale. Se invece cerchi articolazione e precisione ritmica, angolazioni più aggressive potrebbero fare al caso tuo.

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Errori Comuni e Come Correggerli

Durante i miei anni di insegnamento, ho notato che gli stessi errori si ripetono costantemente tra i chitarristi di tutti i livelli. Il primo e più comune è l’irrigidimento progressivo della mano durante l’esecuzione. Spesso si inizia con una presa corretta, ma la concentrazione o la difficoltà del brano portano a stringere inconsciamente il plettro.

Un altro errore frequente è la variazione involontaria dell’angolazione durante il playing. Molti chitarristi mantengono un angolo corretto sui tempi forti ma lo perdono sui movimenti più veloci o sui cambi di corda. Questo crea inconsistenza nel suono e limita la velocità massima raggiungibile.

Il terzo errore riguarda l’adattamento della tecnica ai diversi registri della chitarra. L’angolazione che funziona perfettamente sulle corde gravi potrebbe non essere ottimale su quelle acute, e viceversa. I professionisti sanno adattare sottilmente la loro tecnica man mano che si spostano lungo il manico.

Esercizi per la Consapevolezza

Per sviluppare una tecnica solida, dedica almeno dieci minuti al giorno a esercizi di consapevolezza. Suona scale semplici concentrandoti esclusivamente sulla sensazione del plettro sulla corda. Nota come cambia il suono quando modifichi leggermente l’angolo o la pressione.

Un esercizio particolarmente efficace consiste nel suonare la stessa nota alternando diverse angolazioni. Inizia con il plettro perpendicolare, poi inclina gradualmente fino a raggiungere angoli estremi. Ascolta attentamente come cambia il timbro e trova l’angolazione che produce il suono che preferisci.

La padronanza della tecnica del plettro è un viaggio continuo di scoperta e raffinamento. Non esistono regole assolute, ma principi guida che ogni chitarrista deve adattare alla propria anatomia, al proprio stile e ai propri obiettivi musicali. L’importante è rimanere sempre aperti alla sperimentazione, ascoltare attentamente il feedback che lo strumento ci dà e non aver paura di esplorare territori tecnici inesplorati.

Ricorda che ogni grande chitarrista ha sviluppato la propria unicità tecnica partendo da questi fondamenti. Il tuo suono distintivo potrebbe nascere proprio da quel piccolo aggiustamento dell’angolo che oggi consideri insignificante.

a black guitar with a red background and several guitar picks
Foto di Rombo su Unsplash

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